Politici e quattro ruote: un rapporto senza fine
Pubblicato da Silvio De Rossi, Blogosfere staff alle 09:36 in Discussioni
Oggi riprendiamo un post pubblicato il 19 luglio 2007 su Blogosfere Politica e Società:
Siamo sempre abituati a valutare i politici per quello che dicono o per quello che fanno. Oggi cambiamo per un attimo prospettiva e vi proponiamo un post curioso sul rapporto tra politici e automobili.
A fornirci questo spunto è stato Nicolas Sarkozy, che ha scelto di salire in macchina e seguire, per 45 kilometri, la nona tappa del Tour de France dall'interno dell'auto del patron del Tour, Christian Prudhomm.
Una "uscita" - anche di fatto, visto che il neoeletto si sporgeva a metà dal tettuccio dell'auto - a sorpresa, che ha stupito molti.
Ed è stata altrettanto "innovativa" la scelta di Sarkozy di scendere dall'auto durante la parata nazionale del 14 luglio per incamminarsi verso la folla presente sugli Champs Elysées. Nessun presidente lo aveva mai fatto prima. Per questo, quella del 14 luglio, è stata giudicata da molti francesi una festa di "rottura" rispetto al passato.
Se parliamo del presidente francese, però, non possiamo non andare a guardare nel garage del nostro presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano si fa portare in giro sulle ruote di che cosa? Ve lo diciamo subito: di una Maserati quattro porte. Prima di lui, Carlo Azeglio Ciampi aveva usato due Lancia K e due Lancia Thesis, con versione limousine. L'auto presidenziale italiana per eccellenza, però, resta la Lancia Flaminia. L'auto entrò nella scuderia presidenziale con la presidenza di Giovanni Gronchi, durante la visita in Italia della Regina di Inghilterra.
In Venezuela, invece, il presidente Hugo Chavez si è accordato con quello iraniano Mamhoud Ahmadinejad per creare le "coches antimperialistas", ossia le macchine antimperialiste fabbricate in Venezuela con tecnologia iraniana. Si chiamerano "Turpial" (in Iran Saipa) e "Centauro" (Samand). I dettagli su America Latina.
Spostiamoci negli Stati Uniti e torniamo indietro agli anni '60, quando un'auto è passata alla storia per tristi motivi. Magari quasi nessuno si ricorda il modello ma, in fotografia, in molti l'hanno vsita. Si tratta di una Lincol Continental del 1961, modello SS100X, su cui viaggiava John Fitzgerald Kennedy quando venne assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas. L'auto stava percorrendo le strade della città quando qualcuno sparò contro il presidente, colpendolo. Alla guida dell'auto c'era l'agente Bill Greer, sul sedile anteriore destro l’agente Roy Kellerman, sul sedile di mezzo a sinistra Nellie Connally, sul sedile di mezzo a destra il governatore del Texas John Connally. Sui sedili posteriori stavano invece seduti la First lady Jacqueline Kennedy e, a destra, il presidente. Qui il video.
Restiamo negli Stati Uniti ma andiamo un po' più a ritroso nel tempo, parlandovi della Jeep. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli americani avevano bisogno di un veicolo leggero e veloce. Per questo, nel 1940, l'esercito Usa chiese alle aziende automobilistiche di creare un prototipo per un veicolo del genere in 45 giorni. A vincere fu l'idea di Willy's Truck Company. Il nuovo veicolo fu chiamato “Jeep”. Il generale Dwight D. Eisenhower, entusiasta di questo mezzo, disse che l'America non avrebbe potuto vincere la Seconda Guerra Mondiale senza di essa. Nel 1953 è diventato il 34esimo presidente degli Stati Uniti.
Torniamo in Europa ma andiamo in Vaticano per curiosare l'auto del Papa. Direte: "Non è un presidente!". E' vero, ma è il sovrano dello Stato della Città del Vaticano. La macchina del Papa è la famosa Papamobile, utilizzata dal Pontefice durante le pubbliche apparizioni. Nel tempo sono stati utilizzati vari modelli. L'auto ha vetri antiproiettile ed è a prova di bomba.






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