Vedo troppi maschi imbufaliti quando guidano; ragazzi pronti a pigiare forte sull'acceleratore appena scatta il verde del semaforo; stili di guida molto aggressivi, in città e sulle statali; comitive di 5 giovani con facce da duri in auto scure, che sfrecciano di notte. E ogni volta, sento l'autoradio al massimo: onde sonore che escono di prepotenza dall'abitacolo. Sicché mi sono chiesto: sarà mica colpa dell'autoradio? Per ottenere risposte valide, mi sono rivolto alla psicologa di Blogosfere, Giulietta Capacchione, titolare di PsicoCafé, blog accattivante che mi prende sempre più, che dovreste mettere fra i preferiti per consultare ogni dì. Ecco le domande in nero e le risposte in corsivo.
Giulietta, ti do un compito: strizzare il cervello dei maschi che guidano. Vedo molta aggressività, specie se chi guida sente l'autoradio. C'è qualche legame fra guida e autoradio?
Sì Egisto, il legame c'è ed è oggetto di interesse nelle ricerche sulla sicurezza stradale. Solo qualche settimana fa è stato, per esempio, dimostrato che testi di canzoni, incitamenti dello speaker o anche messaggi pubblicitari, orientati a veicolare contenuti "mascolini", possono portare il conducente (maschio) a pigiare sull'acceleratore.
Lo hanno scoperto Marianne Schmid Mast e i suoi colleghi dell'Université de Neuchâtel in Svizzera che hanno pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista "Accident Analysis and prevention". I partecipanti (83 maschi con un'età compresa tra i 20 e i 27 anni) sono stati assegnati casualmente a tre condizioni sperimentali: alla guida di un simulatore hanno ascoltato parole provenienti dall'autoradio che evocavano concetti legati alla mascolinità, alla femminilità e parole neutre. I risultati hanno dimostrato che, quando il concetto di mascolinità era attivato nella mente dei soggetti, la velocità (virtuale) con cui gli automobilisti guidavano aumentava significativamente.
Questo studio dimostra per la prima volta il legame causale tra il concetto di mascolinità tradizionale e i comportamenti rischiosi alla guida, supportando la logica alla base delle recenti campagne di sensibilizzazione australiane "Se corri, ce l'hai piccolo", di cui ho parlato su PsicoCafé e che tentano proprio di ribaltare la direzione di questo legame.
Ma influisce anche il tipo di musica?
Pare proprio di sì. Qualche anno orsono Warren Brodsky, dell'università di Ben-Gurion, ha monitorato i comportamenti al volante di 28 studenti in relazione al tipo di musica presentata all'interno dell'abitacolo. L'esperimento è stato realizzato con un simulatore di guida e le musiche scelte variavano da ballate molto lente (George Benson) alla musica techno o elettronica da oltre 150 battiti per minuto. I risultati hanno dimostrato che la musica accelerata accresce il battito cardiaco, diminuisce il tempo per compiere il percorso (a causa dell'incremento della velocità) e aumenta il numero di infrazioni commesse (passaggi col rosso, superamento delle linee bianche laterali, ondeggiamenti e tamponamenti di altri veicoli).
Il tempo accelerato della musica induce anche una pericolosa sottostima, da parte del conducente, della velocità a cui sta viaggiando.
La RAC, associazione di categoria degli automobilisti britannici, ha persino stilato una classifica di musiche appropriate e di musiche sconsigliate al volante.
Musiche OK
1. Gary Jules - "Mad World"
2. Lemar - "Another Day"
3. Sugababes - "Too lost in You"
4. Blue - "Breathe Easy"
5. Norah Jones - "Come away with me"
Musiche NO
1. Wagner "The ride of the Valkyries"
2. Prodigy - "Firestarter"
3. Basement Jaxx - "Red Alert"
4. Faithless - "Insomnia"
5. Verdi - "Dies Irae (Requiem)"
E il volume è importante?
Il volume è importantissimo. Alla guida, ma non solo alla guida, un'esposizione a uno stimolo acustico a volume eccessivo è in grado di peggiorare sia le performance di vigilanza semplici (i tempi di reazione) sia quelle complesse. Non molto tempo fa, una ricerca
condotta da alcuni scienziati canadesi della Memorial University of Newfoundland ha dimostrato che la riduzione di queste capacità oscilla dall'11% al 20%, un decremento più che sufficiente perché il conducente perda la concentrazione e rischi un incidente.
Per consultare gli studi citati |
-Masculinity causes speeding in young men.
-The effects of music tempo on simulated driving performance and vehicular control
-Noise and muscle contraction affecting vigilance task performance
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alle 02:46
mario
Mah, io veramente noto che se c'è un sesso assolutamente prepotente in macchina è quello femminile. Le incontro tutte io?
E senza musica a palla, basta l'immancabile cellulare incollato all'orecchio, sempre, 9 donne su 10 sotto i quaranta che incontro nel traffico guidano con il cellulare in una mano la sigaretta nell'altra e un paio di dita sul volante...
E l'effetto non è migliore della pompa musicale...