Mag 0813
Carburante alle stelle: giù le mani dai gestori
Pubblicato da Egisto Soldi alle 08:54 in Carburanti
L'ex Governo si è pappato tutte le accise (le tasse sul carburante), che - assieme all'Iva (una tassa del 20% su un prodotto già tassato) - forma due terzi del prezzo della benza.
Tutto quello che il vecchio Esecutivo è stato in grado di fare è la liberalizzazione della distribuzione a favore dei grandi centri commerciali, anche se trattasi di una riforma zoppa, per via di infiniti vincoli amministrativi. L'obiettivo era far crescere la concorrenza: i grandi centri - potendo comprare quantità enormi di carburante dalle Società petrolifere - potrebbero, secondo una logica di parte, abbassare il prezzo alla pompa, e fare in modo che anche i piccoli gestori lo diminuiscano.
In realtà, anche se la riforma andasse in porto del tutto, il risparmio per l'automobilista sarebbe quasi nullo, a parer mio. Infatti, ragioniamo su due-tre cent in meno al litro. Splendido: ma quanto consuma in più di carburante uno che vuole fare il pieno al grande centro commerciale per raggiungerlo?
Insomma, da una parte i soldi escono, dall'altra entrano: pari siete, sempre.
Spero invece che il nuovo Governo faccia vivere in pace i gestori, e vada al cuore del problema: le accise.
Federconsumatori chiede una riduzione delle tasse sulla benza dai 4 ai 6 centesimi. Condivido. Secondo le stime di quell'associazione, le ricadute del
pieno per i singoli automobilisti sono molto pesanti: per un consumo medio annuo di 1.200 litri, l'aumento stimato nei prossimi mesi è di 216 euro per la benzina e 360 euro per il gasolio. Anche per quanto riguarda i costi indiretti (la frutta e la verdura che compriamo tutti i giorni, per intenderci): la ricaduta negativa sui prezzi, calcolata sull'aumento del costo di gasolio autotrazione di 34 centesimi, sarà di 1,1 punti percentuali, pari quindi a 330 euro annui.







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